Magazine

Equilibrio e fantasia di uno Chef in Camicia: intervista ad Andrea Navone

Di Amalia Allegretti

11/05/2021

“Una mia ricetta nasce da una suggestione spesso e volentieri: un colore che mi ha impressionato, un profumo, un ricordo”, sfaccettature di uno Chef in Camicia: Andrea Navone.

 

L’equilibrato e cordiale temperamento che appartiene allo Chef in Camicia Andrea Navone è quello giusto per rapportarsi a una materia delicata, e da rispettare, come il cibo. Egli stesso si definisce nerd nell’anima e in quanto tale fan instancabile del Signore degli Anelli, ciò ci rassicura sulla sua dedizione e meticolosità in cucina e sulla fantasia smisurata nella creazione dei suoi piatti. 

 

Chi è Andrea Navone

Una delle anime della splendida famiglia di Chef in Camicia, Andrea Navone è uno chef che sa immaginare ma che conosce bene le regole classiche della cucina, le ha apprese sul campo. È un uomo, prima che chef, ricco di ricordi, di gusti, di interessi, di abitudini e di scelte che lo contraddistinguono, un po’ lo chef della porta accanto alla quale tutti suoneremmo senza pensarci due volte. 

Quando c’è eleganza e c’è cuore, la ricetta riesce perfetta.

 

andrea navone chef in camicia

 

 

Qual è il sapore della tua infanzia?

Andrea: “Un sapore che ricordo non con molto affetto, ma lo ricordo bene, è quello del “Riso Erborin”. Si tratta di un riso in brodo cotto insieme al prezzemolo, tritato o in foglie grosse. È un piatto povero della tradizione milanese, e a mio papà è sempre piaciuto moltissimo. Io lo odiavo dal profondo del mio cuore e me lo faceva mangiare almeno una volta a settimana! Il sapore è molto semplice e, per me, altamente evocativo.”

 

Cosa sognavi di diventare da grande e cosa vorresti fare oggi da grande?

Andrea: “In giovane età sognavo di fare il medico, ci ho anche provato, ma con scarso successo: non avevo molta voglia di studiare! Oggi, da grande, vorrei continuare a fare quello che mi piace: cucinare, cucinare, cucinare!”.

 

Quando è nato il sentimento per la cucina?

Andrea: “Il sentimento per la cucina è nato all’incirca dopo il liceo. Devo la mia passione per la cucina principalmente a “La prova del cuoco”: la seguivo assiduamente, ogni giorno ero incollato alla tv, dalle 12 alle 13. I miei “maestri” del cuore della prova del cuoco erano: Cristiano Tomei, Gilberto Rossi, Natale Giunta e Giampiero Fava.”

 

Quali sono le tue origini e un piatto tipico della tua terra?

Andrea: “Le mie origini sono pienamente lombarde, nato e cresciuto a Milano, papà milanese e mamma di Varese. Il piatto della tradizione milanese che mi sta più a cuore è sicuramente la Casoeula, che la mia nonna preparava in maniera esemplare.”

 

Come e quando nasce l’idea di Chef in Camicia?

Andrea: “L’idea di Chef in Camicia nasce per caso: con Nicolò e Luca a quei tempi avevamo una piccola società di catering e ricordo vividamente questa frase: “Basta caricare furgoni, cerchiamo di fare qualcosa di un po’ meno faticoso…”. Dalla fatica del lavoro è quindi nato un lavoro inizialmente alternativo, che poi è diventato il core di Chef in Camicia.”

 

andrea navone chef in camicia

 

 

Hai mai avuto timore che non funzionasse?

Andrea: “In realtà no. Ho sempre avuto fiducia nelle potenzialità del nostro trio e successivamente della famiglia Chef in Camicia.”

 

Perché ti chiamano il maestro?

Andrea: “Il maestro è un nome giocoso, quasi un’iperbole per prendersi in giro. In realtà non sono maestro di un bel niente, forse potrei ritenermi maestro in cucina nei confronti degli altri due, solamente perché ho avuto un po’ di esperienza in cucina (sorride). L’appellativo comunque rispecchia abbastanza la mia personalità: sono per natura abbastanza “precisino” e “puntiglioso”.

 

Ti senti un pó nerd? Parlami di Gourmet Geek

Andrea: “Sono NERD nell’anima, da sempre! Gourmet Geek è una rubrica che unisce la cucina e la cultura nerd in un format che parla di cibo e videogiochi/fumetti/anime.  Sono un videogiocatore appassionato (gioco a World of Warcraft, ad intervalli più o meno regolari, dal 2003) e leggo molta letteratura fantasy.”

 

Come nasce una tua ricetta?

Andrea: “Una mia ricetta nasce da una suggestione spesso e volentieri: un colore che mi ha impressionato, un profumo, un ricordo. Il modo migliore per far nascere una ricetta è andare al mercato e lasciarsi trasportare. Un’idea tira l’altra e si tira fuori un piatto.”

 

andrea navone chef in camicia

 

 

La critica più bella e quella più brutta?

Andrea: “Non ho ricordi di critiche così selvagge o così virtuose per me. Ho l’abitudine di non soffermarmi troppo sui commenti sotto ai nostri video, così “schivo” abilmente tutte le critiche!” (sorride).

 

Mai pensato alla tv?

Andrea: “Non amo molto i riflettori, quindi no, non ho mai pensato alla tv.”

 

Il tuo rapporto con il cibo?

Andrea: “Con il cibo ho un rapporto di amore smodato, soprattutto per i dolci. Ecco, con i dolci forse ho un problema. Ne mangio troppi. Troppi.”

 

Chef preferito?

Andrea: “Come già accennato prima lo chef del mio cuore è Cristiano Tomei

Lavorando in Chef in Camicia ho avuto l’onore di collaborarci ed è stata un’estasi per me. Ho avuto egualmente fortuna nel lavorare con altri grandi chef che porto nel cuore come cuochi e persone meravigliose: su tutti lo Chef Hiro, ormai un amico, lo chef Igles Corelli, lo chef Pino Cuttaia.

 

Posto del cuore tra quelli dove hai mangiato?

Andrea: “Posto del cuore è sicuramente il Pont de Ferr. Abitavo nell’appartamento sopra alla cucina del ristorante e quindi era come stare sempre in brigata. Per un breve periodo ci ho anche lavorato e ne ho un ricordo bellissimo.”

 

La cucina di casa tua?

Andrea: “La cucina di casa mia è la cucina di Chef in Camicia. Quella che ho in casa, abito in affitto a Milano, non si può definire cucina (sorride). A casa infatti si cucina solo pasta in bianco, pasta al pomodoro, petto di pollo in padella o hamburger. Basta.”

 

Un piatto preferito da mangiare e uno da cucinare?

Andrea: “Uno dei piatti che amo di più mangiare e cucinare è il carciofo alla romana. 

Pulire i carciofi mi rilassa molto, è un’operazione minuziosa da fare con pazienza e mi è sempre piaciuto. Il carciofo alla romana, quello con aglio e menta e tanto olio, è uno dei miei piatti preferiti in assoluto.”

 

Libro sul comodino?

Andrea: “Attualmente sul comodino: La leggenda di Drizzt, The Forgotten Realms.”

 

Pezzo del momento nella tua playlist

Andrea: “Russian Roulette di Gemitaiz.”

 

Un film che rivedresti 100 volte?

Andrea: “Rifai la domanda: un film che hai rivisto 100 volte. La trilogia del Signore degli Anelli.
Potrei doppiarla senza leggere un copione.”

 

Classicista o futurista?

Andrea: “Classicista tutta la vita.”

 

Progetti per il futuro e strade inesplorate

Andrea: “Ho qualche piccolo sogno nel cassetto: vorrei avere un’attività a contatto con la natura e allo stesso tempo vorrei imparare a programmare. Strade per ora inesplorate ma che piano piano sto iniziando a esplorare… Stay Tuned!