Voci di corridoio

Mangia per parlare… italiano

Di Santiago Rodriguez

26/06/2021

“Parla come mangi” mi ha detto un giorno Marcello, lasciandomi molto perplesso. Basito di fronte a quell’espressione che avevo sentito per la prima volta, non ho potuto non rispondergli: “Scusa Marci, ma cosa vuol dire parla come mangi?”. Dopo la sua spiegazione mi si è aperta una dimensione della cultura italiana che finora non avevo captato e che mi sfuggiva delle mani. Per chi non avesse letto il mio articolo precedente, sono colombiano e mi sono trasferito in Italia da 4 anni. 

Ho scoperto che la cultura italiana passa anche dal palato. Ma partiamo da una spiegazione un po’ cliché per poi arrivare a quella verità che mi ha fatto capire Marcello. 

 

L’Italia trionfa con il cibo

Cosa si trova di solito nelle piazze delle città oltre alla classica chiesa? Quasi sempre diversi ristoranti con menu ricchi di piatti nazionali. Quasi una costante in tutti i posti del mondo ma una garanzia e una certezza in Italia.

Poi in Italia ci sono delle vere e proprie celebrità dei fornelli forgiate tra un ventaglio variegato di programmi tv di cucina, profili social e ricettari vari. Uno “Star system” che gira attorno a mass media sempre più pervasi di cibo: dalle stazioni delle metro con gli annunci di Alessandro Borghese con un bel pezzo di Parmigiano fino alle radio che fanno sentire come Benedetta salta una pasta decorticata a pietra.

 

La cucina è quotidianità

Ma sotto tutto questo mondo patinato, di base c’è un intreccio di quotidiana che dà vita a tutto questo: gli eccellenti ristoranti di quartiere che rendono più democratica l’esperienza del sapore; le innumerevoli e affascinanti polemiche sul piatto moderno, che però fa un chiaro richiamo alla tradizione; l’esagerato pranzo della domenica con i coinquilini pugliesi, che cucinano e condividono il loro pacco “da giù”; l’amico appassionato di pasta che cerca di farti capire perché i paccheri non sono il suo formato di pasta preferito. Insomma, in poche parole, è la vita intorno al cibo. È il cibo, non solo come fonte di energia per il corpo, ma anche per la mente e per l’anima.

 

Mangiare lo stesso cibo avvicina le menti

“Parla come mangi” non solo significa dimmi quello che pensi con le tue parole, nel tuo dialetto, nel tuo gergo. Ma soprattutto significa che la comprensione e la rappresentazione del mondo partono dal cibo che mangi. Di conseguenza, mangiare lo stesso cibo avvicina le menti delle persone e permette di capirsi addirittura meglio. 

 

Parte tutto dal senso del gusto

E quindi, la cultura italiana è una che si lascia “prendere per la gola” sempre che tutto vada “in brodo di giuggiole” e poi non è importante se ti “rendono il pane per focaccia” o se ti “fanno il biscotto”, perché nonostante del “boccone amaro” alla fine tutto “finisce a tarallucci e vino”.

A conti fatti, se ci pensate bene, la cultura italiana interagisce con la realtà principalmente attraverso il senso del gusto.

Per cui cari colleghi stranieri che volete venire in Italia, vi do un consiglio molto personale: per riuscire ad assaggiare “la dolce vita” ad evitare qualche “conto salato” non basta “avere il pelo sullo stomaco”, ci vuole “olio di gomito” ed è necessario “cuocere a bagnomaria” la vostra conoscenza della gastronomia italiana, perché assaporare le pietanze nazionali è il segreto per sedersi a tavola e parlare con la grande famiglia italiana.