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Perché il Salame Felino si chiama così?

Il salame felino, spesso definito “il principe dei salami”, è uno degli insaccati più rinomati della tradizione italiana. Tutti abbiamo letto il suo nome sullo scaffale degli insaccati al supermercato, tutti lo abbiamo assaggiato ad un aperitivo tra amici accompagnato da un buon vino rosso. Allo stesso tempo, però, c’è una domanda che tutti ci siamo posti almeno una volta nella vita: ma perché il salame felino si chiama così?

Ebbene, non lasciatevi trarre in inganno: ovviamente, questo salame non viene realizzato con la carne di un felino, ma con carne di suino. Ma allora da cosa deriva questa denominazione? Molto semplicemente, il suo nome trae origine dalla sua zona di provenienza e di produzione: stiamo parlando di Felino, un comune in provincia di Parma.

Questo piccolo paese di poco più di 9mila abitanti sicuramente non godrebbe della fama di cui si può vantare oggi se non fosse per questa produzione locale così prestigiata. Basti pensare che uno dei luoghi d’interesse principali del comune, il Castello di Felino, ospita all’interno delle sue cantine il Museo del salame di Felino, il cui obiettivo è quello di valorizzare il territorio e la comunità da cui proviene il prodotto, oltre al prodotto in sé. Nel 2019, questo museo ha accolto 5457 visitatori, ben 2354 in più rispetto all’anno precedente, posizionandosi secondo solamente al Museo del Prosciutto di Parma tra i Musei del Cibo di Parma e provincia.

In effetti, la storia di Felino è fortemente legata alla produzione dell’omonimo salame. Questo rapporto simbiotico tra i due risale già all’età del bronzo. Lo stesso territorio di Felino e delle sue zone limitrofe, difatti, possiede delle caratteristiche che sembrano quasi pensate appositamente per la produzione del salame: la temperatura, l’umidità e la circolazione dell’aria che lo caratterizzano sono infatti ideali per la produzione di insaccati.

 

 

Non solo: a Felino sono stati ritrovati anche i resti di una fattoria agricola risalente all’epoca romana, legata alla produzione di vino proveniente dai vigneti che ricoprivano le colline della zona. Una piccola curiosità a questo proposito è che lo stesso toponimo di Felino vedrebbe la sua origine nel termine latino figlinae che, in epoca romana, stava ad indicare le botteghe di ceramisti e vasai: questa correlazione sarebbe dovuta proprio all’antica presenza sul territorio di fornaci in cui si producevano vasi in argilla per contenere il vino. Anche l’abbinamento tra il salame felino e il vino, quindi, sembra essere stato sempre apprezzato, fin dall’antichità. 

Il primo documento scritto relativo al salame Felino, però, è datato al 1436, quando Niccolò Piccino, condottiero al soldo del duca di Milano, che aveva una base operativa a Parma, ordinò che gli si procurassero ‘porchos viginti a carnibus pro sallamine’, ovvero venti maiali per farne dei salami.

Ad oggi, il salame felino è uno dei pochi salami ad essere stato insignito del riconoscimento di PAT (Prodotto Agroalimentare Tradizionale) dell’Emilia-Romagna e del marchio IGP (Indicazione Geografica Protetta), ricevuto dalla Comunità Europea nel 2013 e di cui solamente altri 21 salumi italiani possono vantarsi.

Per gli abitanti di Felino – e, in particolare, per i produttori del salame omonimo – sarebbe sicuramente preferibile che il prodotto in questione venisse chiamato “salame di Felino” anziché “salame felino”, come si può notare anche dal modo in cui ci si riferisce a questo insaccato sul sito web ufficiale del museo dedicatovi. Questo, infatti, contribuirebbe certamente ad accrescere la notorietà del comune, associando il suo nome a quello del prodotto in maniera più chiara ed esplicativa, analogamente a quanto già accade per il prosciutto di Parma, altro prodotto gastronomico assai rinomato della zona.

Tuttavia, la sociolinguistica è estremamente complessa, e convincere le persone a cambiare il modo in cui da sempre si riferiscono a questo prodotto non sarà semplice. Ciò che possiamo auspicarci, però, è che le persone continuino sempre a porsi questo interrogativo sull’origine del nome del salame felino e, infine, ad essere abbastanza curiose da cercarvi una risposta.