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Portulaca: cos’è e come usarla in cucina

Di Federico Pizzileo

04/07/2022

Chi ha un giardino o un orto la conoscerà già: la portulaca è una pianta diffusissima e sottovalutata, perché spesso considerata fastidiosa e pericolosa per piante e aiuole.

Eppure è davvero semplice da coltivare e potrebbe diventare un ingrediente fondamentale per offrire ai propri piatti quel tocco in più che fa la differenza.

La portulaca offre anche numerose proprietà benefiche, perciò vediamo come usarla in cucina!

 

Cos’è la portulaca?

In Lombardia è chiamata porcellana o erba grassa, nel Lazio e Marche porcacchia, in Abruzzo precacchia e chiaccunella in Campania: la portulaca è una pianta spontanea che appartiene alla famiglia delle Portulacaceae, di probabili origine asiatiche.

Cresce spontaneamente tutto l’anno in luoghi con clima caldo ed è anche semplice da coltivare perché non richiede frequenti innaffiature. Oltre a essere commestibile per le persone, la portulaca selvatica non è tossica né per i cani né per i gatti.

 

Le proprietà della portulaca

Tra le piante commestibili, la portulaca è considerata una fonte regolare di acidi grassi polinsaturi come Omega-3, perfetto per ridurre il colesterolo e i trigliceridi, prevenendo il diabete e le malattie cardiovascolari.

Uno dei vantaggi è senza dubbio favorire una migliore circolazione del sangue, e quindi possiamo dire che offre anche proprietà:

  • diuretiche
  • depurative
  • dissetanti
  • anti-batteriche

La portulaca può essere consumata in caso di ipertensione, glaucoma, insufficienza renale, cirrosi epatica, insufficienza cardiaca. Inoltre, è considerata anche come un rimedio contro vomito e dissenteria, enterite acuta ed emorragie post-parto.

 

La portulaca in cucina

Perfetta per preparare le insalate, arricchisce ogni piatto grazie a un sapore leggermente aspro e fresco che si sposa perfettamente con altri ortaggi.

Può essere mangiata anche cotta e aggiunta nelle minestre o in piatti di pasta come ripieno, nelle frittate e nelle lasagne.