Voci di corridoio

Save the Food: il nostro impegno

Di Selenia Faraci

12/06/2021

La pandemia ha stravolto la nostra vita, ma una cosa positiva l’ha portata: è aumentata la consapevolezza del valore del cibo. Nel 2020 lo spreco alimentare è diminuito del 12% rispetto all’anno precedente, permettendo un risparmio pro-capite settimanale di circa 6€ e un risparmio di 376 milioni di euro all’anno a livello nazionale. Questo dato è sicuramente positivo, tuttavia le cifre sono ancora molto elevate. Prima di spiegarvi cosa facciamo nel nostro piccolo per non alimentare questi numeri, vi forniamo qualche dato sullo spreco alimentare in Italia e nel mondo. 

 

Lo spreco alimentare in Italia

Lo spreco alimentare in Italia è ancora parecchio elevato. Lo sapevate che ogni italiano spreca in media 27 Kg di cibo all’anno? Secondo il report Waste Watcher International Observatory on Food and Sustainability in Italia sono ancora 5,2 milioni le tonnellate di cibo finite nella spazzatura, tra le mura domestiche e lungo tutta la filiera produttiva e distributiva. Lo spreco alimentare comporta inevitabilmente anche un costo economico pari a 9,7 miliardi di euro solo in Italia.

 

Lo spreco alimentare nel mondo

A livello globale, le cifre sono ancora più preoccupanti: secondo il rapporto Unep sullo spreco alimentare, pubblicato dalle Nazioni Unite, Il 17% del cibo disponibile al consumo nel mondo viene sprecato. È un fenomeno che tocca tutti i paesi, al di là della loro ricchezza. In pratica 931 milioni di tonnellate di cibo finiscono nella spazzatura, l’equivalente di 23 milioni di camion da 40 tonnellate a pieno carico. Sono cifre inaccettabili, non solo per il dispendio economico ma soprattutto per un discorso di sostenibilità ambientale e sociale.

 

Oltre al danno economico e ambientale, anche quello sociale.

Oltre al problema economico ed ambientale, sussiste anche un problema etico e sociale. Coldiretti denuncia che in Italia ci sono ancora ben 4 milioni di italiani costretti a chiedere aiuto per mangiare e il numero è raddoppiato durante la pandemia. Anche Il Banco Alimentare, la fondazione che ogni giorno recupera il cibo non consumato nelle mense collettive e dalla grande distribuzione consegnandolo agli enti caritativi, ha visto crescere le richieste di aiuto alimentare mediamente di circa il 40%. 

 

Ma perché si spreca?

Secondo l’indagine Ipsos, la maggior parte dello spreco alimentare avviene a casa perché ci si dimentica di avere alimenti che si deteriorano (46%), ma capita anche di acquistare frutta e verdura già prossima alla scadenza (42%). Molti ammettono anche di comprare troppo (29%) e di aver calcolato male il cibo davvero necessario durante l’acquisto (28%). Tra gli alimenti più sprecati c’è la frutta fresca (37%), seguita da verdura fresca (28,1%), cipolle, aglio e tuberi (5%), insalata (21%) e dal pane fresco (21%).

 

L’impegno di Chef in Camicia

Siamo un’azienda che lavora con il cibo e ci teniamo a dargli valore non solo nei nostri contenuti video, ma anche a telecamere spente. Non lavoriamo con grosse quantità ma nel nostro piccolo ci impegniamo per far si che il nostro spreco alimentare sia ridotto ai minimi termini. Antonio, il nostro Talent, è il Kitchen supervisor e si occupa della gestione della cucina e degli alimenti a tutto tondo, anche nella fase finale di “riciclaggio”. A fine shooting si occupa di “schiscettare” tutto quello che è avanzato in contenitori riciclabili così da poterli distribuire tra i colleghi che vogliono portarsi a casa qualche ricetta del giorno. Oppure il cibo che viene prodotto viene consumato durante i pranzi in ufficio, diventando anche un momento di condivisione per tutti noi buongustai! Un’altra strategia è l’utilizzo degli “scarti” per creare dei pranzi economici e dare nuova vita ad alimenti super freschi. Infine, tutto il cibo inscatolato e secco che non è più utile agli shooting viene distribuito fra noi colleghi oppure, se abbiamo grosse quantità disponibili, le portiamo ad associazioni come Pane Quotidiano, così da contribuire nel nostro piccolo anche a chi ne ha più bisogno.

 

Piccoli passi, ma costanti per diventare sempre più sostenibili.

Come potete capire, le nostre azioni sono molto semplici ma ci permettono di ridurre al minimo lo spreco alimentare nella nostra azienda. Stiamo anche tenendo tracciate le quantità di cibo che abbiamo recuperato e “riciclato” in modo tale da prendere coscienza del nostro risparmio e continuare a fare sempre meglio. Le scelte quotidiane sono quelle che fanno la differenza e questi sono solo i nostri primi piccoli passi per ridurre il nostro spreco alimentare e contribuire alla sostenibilità del nostro pianeta.